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Dalle vaghe fantasie al patrio zelo
註釋

Il volume propone una ricognizione organica delle esperienze molteplici praticate dal poeta Vincenzo Monti (1754-1828) e da chi gli fu vicino nei suoi ultimi anni di vita, conferendo spessore a vicende di rilievo che si fondono in un orizzonte unitario, ma che risultano abitualmente sottaciute o sacrificate dalle indagini più recenti. Emerge in primo luogo la natura sottilmente sperimentale che qualifica l’estremo compito poetico affrontato dal Monti nel corso della sua carriera prolungata e feconda: esso consistette nel ‘volgarizzamento’ dal tedesco in sciolti italiani (1825-26), realizzato insieme con il giovane trentino Andrea Maffei, di parte del poema (Tunisias) del patriarca magiaro di Venezia, János László Pyrker. Intrecciandosi con l’epopea cristiana e con il sentimentalismo ‘nordico’ di quella prova letteraria, un secondo nucleo di interessi riguarda la simpatia crescente che il Monti seppe esprimere dinanzi alle rivoluzioni liberali in atto negli stessi anni Venti del secolo: sia nel caso del tentativo, fallito, di sedizione antiaustriaca previsto a Milano nella primavera del 1821, sia nei confronti della vittoriosa insurrezione popolare che diede invece inizio alla rivoluzione ellenica. Costituisce un terzo aspetto simultaneo dell’impegno letterario e intellettuale del Monti in quei frangenti storici l’applicazione rigorosa, insieme con il marchese Gian Giacomo Trivulzio e con Giovanni Antonio Maggi, allo studio, alla correzione e all’edizione criticamente accertata del Convivio di Dante (1826-27), in una prospettiva che, lontano dal contrarsi entro il perimetro di un mero esercizio erudito, implicò una rilettura politica e civile dell’opera dantesca e dei suoi lasciti vitali nel quadro dell’età storica presente, condizionata dall’espansione vigorosa del romanticismo liberale, negli stessi mesi in cui a Milano avrebbe infine visto la luce la Ventisettana dei Promessi sposi.